Tiberio Tiberi: voce, chitarra
ritmica
Stefano Della Mora: chitarra solista, coro
Francesco Carducci: trombone
Mirco Brandi: Sax
Andrea Santecchia: tromba, coro
Massimo Corvini: basso
Gianvincenzo Lombi: tastiera, fisarmonicha
Luca Bussotto: bateria
Roberto Angeletti: percussioni
Jerry Compagnucci: tecnico del suono
Una novità nel
panorama dell’attività di Arte Nomade, che finora si è concentrata
sulla produzione dialettale satirica ed etnica, è rappresentata
dalla valorizzazione della cultura giovanile con particolare attenzione
alle produzioni marchigiane. Il progetto comprende la produzione e la
promozione di giovani gruppi locali, con l’intento di dare voce ai loro
disagi e alla ricerca di visioni del mondo alternative.
Il primo esperimento in questa direzione è la produzione dei RADIO
BABYLON. Il titolo del loro primo CD è “BUSKA”, variante col “k”
dello spagnolo “busca” ovvero “cerca”, ed è questo senso di
ricerca tra i generi ad animare l’album che contiene undici brani
inediti spaziando dal folclore mediterraneo allo ska fino alle ballate
reggae con accenti latinoamericani.
Particolare attenzione meritano i contenuti dei testi. Le tematiche
affrontate sono quelle di esperienze esistenziali estreme e distruttive
come la tossicodipendenza (“Se, ma…forse”), percorsi fuori dal
sistema e ricerca di modelli alternativi (“Skomodo”), sete di potere
di un despota insoddisfatto (“Il regno”).
Tre i brani che esprimono condanna alle guerre del passato e del presente.
In “Ali senza volto” si immagina l’esperienza angosciosa di un
bambino sotto i bombardamenti, mentre “Guadalajara” ricorda il
massacro di uno degli episodi più sanguinosi della guerra civile spagnola
e nella “Ballata di una fuga” si ripercorre la vicenda di
un’evasione da un campo di prigionia durante il secondo conflitto
mondiale, fatto vero, vissuto in prima persona da un conterraneo del
gruppo.
Il dichiarato antimilitarismo della band si evidenzia nel brano “Io non
ci sto”, il servizio militare vissuto come una anno da scontare senza
aver commesso alcun reato, la volontà di non essere complici di uno
sporco gioco, neanche per il giorno del giuramento, tante le ragioni per
un “no” alla leva.
L’album si chiude con reggae muffin, omaggio alla cultura afrojamaicana
e alla legalizzazione della marijuana in ”Tiki bambù”.
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